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Secondo il rapporto World Population Prospects 2019 delle Nazioni Unite, la popolazione mondiale crescerà intorno ai 9,7 miliardi entro il 2050 e, per nutrire così tante persone, avremo bisogno di produrre il 70% in più di cibo.

Una parte della soluzione potrebbe essere l’agricoltura intelligente alimentata dall’Internet Of Things, tecnologia che può contribuire a migliorare la resa, ridurre le perdite e aumentare il processo di produzione, oltre che migliorare la qualità dei prodotti.

Il mercato agricolo “intelligente” è già una realtà edè anche una questione di business: come riportato su ZeroUnoWebquesto settore secondo le stime dell’ Osservatorio Smart AgriFood della School of Management del Politecnico di Milano, punto di riferimento per comprendere in profondità le innovazioni digitali che stanno trasformando la filiera agricola e agro-alimentare, ha raggiunto un giro d’affari fra i 370 e i 430 milioni di euro, ovvero il +270% rispetto al 2017.

Quali sono e come funzionano le applicazioni di Agricoltura 4.0 più diffuse e più interessanti del momento?

Agridata: un potente mix di dati interni ed esterni

Le soluzioni ad oggi più diffuse si fondano sugli Analytics e sulla rielaborazione di quelli che vengono comunemente chiamati Agridata: informazioni e record provenienti dal campo o dalla stalla, ai quali si aggiungono sempre più spesso quelli meteorologici, di macchinari e attrezzature smart, i dati operativi, quelli sul raccolto e sulle giacenze di magazzino.

Figura 1: Le tecnologie abilitanti le soluzioni di agricoltura 4.0
Figura 1: Le tecnologie abilitanti le soluzioni di agricoltura 4.0. Fonte: Osservatorio Smart Agrifood (2019)

IoT e wearable vanno al pascolo

Per chi si occupa di tutt’altro, potrebbe risultare difficile immaginare l’agricoltura come un’industria meccanizzata estremamente avanzata. Eppure, i grandi attrezzi agricoli hanno portato ad un alto livello di processi di agricoltura semi-automatica. Certo, sono ancora pilotati da conducenti umani, ma i “veicoli autonomi” esistevano nei campi molto prima delle cosiddette self driving cars

Tutte le aree agricole sono inoltre influenzate dalle nuove tecnologie: suolo, acqua, coltura e gestione delle mandrie, protezione delle piante, salute degli animali, meccanizzazione, e molto ancora. Un esempio di questo è il monitoraggio della salute del bestiame: usando collari di rilevamento è possibile identificare la posizione esatta degli animali in tempo reale, senza bisogno dell’intervento umano nelle vaste aree degli allevamenti.

Inoltre, un sistema di archiviazione di dati può registrare queste informazioni in un database per formare un vero e proprio modello dei loro movimenti durante un determinato periodo di tempo. Applicare algoritmi intelligenti su questi modelli, infine, aiuta a identificare se i movimenti del bestiame sono irregolari, se uno o più animali sono separati dalla mandria (ad esempio se sono malati o feriti). Ovviamente, tutte queste preziose informazioni, sfruttando le reti wireless e l’infrastruttura Cloud, possono essere visualizzate in real-time dal contadino direttamente sul proprio smartphone.

Droni e algoritmi per monitorare, analizzare e prevenire

Le malattie e la facilità con cui si diffondono tra le colture è un vero motivo di preoccupazione per gli agricoltori, soprattutto perché influisce direttamente sulla resa delle colture. Fortunatamente, la tecnologia può correre in soccorso anche in questo caso: permette infatti di identificare, isolare e rimuovere immediatamente le colture colpite, fino a prevenire la malattia stessa.
Un nuovo modo per farlo è usare i droni di sorveglianza, che effettuano pattuglie periodiche automatizzate per acquisire dati di imaging sul raccolto e, grazie all’utilizzo di algoritmi di visione artificiale o riconoscimento delle immagini, possono determinare quali aree di una fattoria hanno subito un danno così l’agricoltore è in grado di agire in maniera tempestiva con delle azioni correttive.

Blockchain: le opportunità della disruption

Senza dubbio è questa la tecnologia di cui si è più parlato negli ultimi due anni e la sua applicazione non si limita al settore della finanza ma trova largo spazio in tanti altri settori, come quello agroalimentare.

Secondo lo studio Osservatori Smart AgriFood e Blockchain & Distributed Ledger dal 2016 al 2018 i progetti basati su questa tecnologia sono arrivati a quota 42 e sono di fatto raddoppiati rispetto al 2017.

La crescente attenzione ai temi di sostenibilità e trasparenza hanno portato agricoltori operatori e Governi a pensare in maniera strutturata all’utilizzo della catena di blocchi così da migliorare i processi di tracciabilità e di garantire la sicurezza, l’origine e la sostenibilità dell’intera filiera, dalla materia prima al prodotto finito, migliorando inoltre la gestione delle relazioni commerciali tra i diversi attori.

Figura 2: Blockchain per la tracciabilità alimentare. Fonte: Osservatorio Smart AgriFood e Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger.

La Digital Transformation ha quindi impattato notevolmente sull’agricoltura e il futuro del settore è strettamente connesso all’introduzione di nuovi modelli, innovazioni di processo e di prodotto. Mentre la popolazione mondiale continua a crescere, i metodi agricoli maturano insieme a lei e spetta alle nuove generazioni, sempre più tecnologiche, a fare la differenza in questo settore per valorizzare e sperimentare nuove idee e progetti.

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